Personal trainer, perché affidarsi sempre alla competenza

Chi è il personal trainer?
È una figura professionale che ti segue nell’allenamento, sia proponendoti un piano personalizzato per le tue esigenze sia monitorando i tuoi progressi e il modo di esecuzione degli esercizi.

Negli ultimi anni, grazie anche alla rapida diffusione dei social network, si è imposta la moda del “fai-da-te”.
Persone senza qualifiche specifiche che propongono piani di allenamento che non tengono conto delle differenze che possono esserci tra due individui e promettono risultati sbalorditivi in breve tempo.
Naturalmente, inutile dirlo, è sempre opportuno diffidare da questi “professionisti” improvvisati e nel post di oggi spiegheremo il perché.

Personal Trainer, le sue qualifiche

Iniziamo col dire che un personal trainer è una persona che ha studiato per acquisire un bagaglio di competenze specifiche.
Non si improvvisa, dunque, ma ha conoscenze a tuttotondo nell’ambito del fitness.
La sua capacità è quella di fare un’analisi personalizzata per ciascun caso e strutturare una strategia di allenamento mirata.

Oltre ad un percorso di studi base, il personal trainer solitamente approfondisce con corsi specifici ambiti particolari di suo interesse.
La sua è una formazione continua, volta ad offrire un servizio altamente qualificato.

Quale allenamento propone?

L’allenamento con un personal trainer è più efficace di quello che viene svolto in gruppo perché si può essere seguiti in modo davvero molto attento.
Quando si opta per un allenamento singolo, one to one, o nelle cosiddette small class (piccoli gruppi di allenamento) si ha la possibilità di massimizzare i risultati. Il personal trainer, infatti, ha una capacità di intervento immediata, può monitorare l’esecuzione dei singoli esercizi e i progressi ottenuti.
Inoltre, ha un quadro chiaro della situazione di partenza.
Conosce a fondo la persona che si è affidata alla sua professionalità, ha definito un piano di allenamento adatto alle sue esigenze ed è in grado di far raggiungere risultati concreti, di lungo termine.

Perché seguire un allenamento preconfezionato non è una buona idea?

Lo abbiamo già detto, al tempo dei social network moltissime star del web si improvvisano personal trainer proponendo piani di allenamento apparentemente adatti a tutti.
Un po’ come succede con le mode delle diete dimagranti.
Analogamente ad una dieta, però, l’allenamento non può essere uno solo adatto per tutti.
Ogni individuo è diverso dall’altro e senza voler considerare le differenze tra il corpo femminile e quello maschile, anche tra due donne o due uomini possono esserci peculiarità distinte.
Qualche patologia da tenere in considerazione, ad esempio, o una situazione di partenza che merita attenzione particolare.
Questa fase di valutazione e di studio iniziale deve essere necessariamente affidata ad un professionista se si vogliono evitare infortuni durante l’allenamento.
Per poter raggiungere i propri obiettivi è necessario essere consapevoli dei propri limiti e dei propri punti di forza, cosa che il personal trainer saprà certamente mettere in rilievo nel modo più giusto.

Inoltre, un istruttore qualificato che vigila durante l’esecuzione degli esercizi è garanzia di movimenti corretti che non avranno un impatto negativo sulla salute di ossa, muscoli e articolazioni.
Perché certe volte sembra tutto facile, ma farlo da soli non lo è poi così tanto!

Ti abbiamo convinto?
Scegli sempre la professionalità e diffida da chi si improvvisa.

La tua salute e il tuo benessere meritano il meglio.

 

 

Come “sopravvivere” al cambio di stagione primaverile

Il cambio di stagione primaverile è uno dei momenti più impegnativi dell’anno per il nostro organismo.
Eppure molti di noi attendono l’arrivo della primavera con impazienza, desiderosi di godere finalmente di belle giornate all’aperto dopo i rigori invernali.
Tuttavia, è un momento molto impegnativo che coinvolge diverse sfere del nostro benessere.

In che modo?

All’arrivo della primavera sono molti i fattori capaci di influenzare il nostro corpo e la sfera psicofisica. I cambiamenti che si vivono nell’ambiente esterno hanno infatti delle ripercussioni sul nostro stato di salute.

Se da un lato le giornate iniziano ad essere miti e con un maggior numero di ore di luce, dall’altro il clima è spesso instabile, con frequenti sbalzi caldo/freddo. Questo porta all’insorgere di disturbi e malanni diffusi, come raffreddore e influenza.
Inoltre, proprio l’alterazione dell’equilibrio giorno/notte può creare stati d’ansia e di stress. Con ripercussioni negative sull’umore.

Come affrontare il cambio di stagione primaverile?

Cercare di mantenersi attivi è sicuramente il primo consiglio da seguire.
Se da un lato sembra difficile a causa della sonnolenza diffusa, dall’altro è importante cercare di sfruttare al massimo la possibilità di trascorrere del tempo di qualità all’aperto.
Approfitta delle belle giornate e del fatto che c’è una buona luce fino a tardi per fare delle lunghe passeggiate o una corsa in bicicletta.
E non dimenticare di puntare la sveglia presto al mattino! È faticoso solo all’inizio, ma con il tempo imparerai ad apprezzare i benefici di una sveglia di buon mattino.

L’organismo è affaticato dopo il periodo invernale.

Il desiderio di alleggerirsi degli abiti pesanti contrasta con una percezione del nostro corpo non sempre lusinghiera. Ci vediamo gonfi, appesantiti, affaticati.
Capita anche a te?
Uscire da questo stato d’animo è semplice, basta qualche piccolo accorgimento sulla dieta.
Bevi molta acqua, importante per mantenere un buon livello di idratazione di pelle e organi interni. Inserisci nella tua dieta quotidiana una dose extra di vitamine con frutta e verdura di stagione. Avere un buon apporto vitaminico è fondamentale per proteggere il tuo organismo dai malanni tipici di questo periodo dell’anno.
Inoltre, scegliendo la frutta e la verdura di colore arancione prepari la tua pelle per l’abbronzatura estiva con un giusto anticipo!

Non trascurare il bisogno di riposo del tuo organismo.
Abbiamo già detto che proprio in questo periodo dell’anno più che in altri si sente il bisogno di riposare.
Come dice il proverbio? “Aprile, dolce dormire”… Nei momenti di passaggio è normale sentire un maggiore senso di stanchezza che non deve essere sottovalutato.
Concediti un giusto numero di ore di riposo – quello notturno dovrebbe essere di almeno 8 ore –  senza distrazioni. Al momento di andare a letto, via tablet, computer e cellulari!

Quali sono le tue strategie per affrontare il cambio di stagione primaverile? Raccontacele in un commento!

Resistenza cardiovascolare e resistenza muscolare

Che differenza c’è tra la resistenza cardiovascolare e quella muscolare?

Prima di vedere più da vicino queste due tipologie, diciamo cosa si intende in ambito sportivo quando si parla di resistenza.
È la capacità del nostro corpo di sostenere un determinato sforzo per un tempo X, che con il tempo e l’allenamento costante dovrebbe aumentare.
Quindi, più si ha resistenza e più si riuscirà a stare sotto sforzo in esecuzione di un esercizio il più a lungo possibile.

La resistenza è importante per avere un buono stato di salute ed è un fattore di benessere determinante anche in chi non svolge attività sportive di tipo agonistico.
Aiuta la prevenzione degli infortuni, anche i più banali che possono incorrere nella vita quotidiana, ed è importante per tenere il peso adeguatamente sotto controllo.

Resistenza cardiovascolare e muscolare, quali differenze ci sono?

La resistenza cardiovascolare è quella che si definisce anche cardio-respiratoria.
Si concreta nella capacità di cuore e polmoni di trasportare adeguatamente ossigeno ai diversi tessuti del corpo durante un’attività fisica sostenuta.
Si incrementa con le attività di tipo aerobico, come la camminata a passo sostenuto e la corsa.

La resistenza muscolare, invece, è quella che interessa un singolo muscolo o un piccolo gruppo di muscoli.
Si tratta della capacità del muscolo di eseguire una serie di esercizi continuati senza incorrere nell’affaticamento. Come è facile intuire, si può incrementare con le serie ripetute che prevedano l’utilizzo di piccoli attrezzi, come i pesi.

Perché è importante allenarle entrambe?

Queste diverse resistenze rispondono ad esigenze diverse del nostro corpo, per questo è importante allenarle entrambe.
La resistenza cardiovascolare aiuta a tenere sotto controllo i diversi fattori di rischio delle malattie cardiache come ad esempio il livello del colesterolo, l’ipertensione e l’obesità.
Quella muscolare, invece, aiuta il buon mantenimento della salute delle ossa. Avere muscoli allenati previene la perdita di massa ossea e contrasta la possibilità di incorrere in fratture o disturbi come l’osteoporosi.

Come incrementarle?

Non ci sono trucchi, non ci sono scorciatoie: per incrementare questi tipi di resistenza è necessario allenarsi. Punto.
Per la resistenza cardio-respiratoria le attività ottimali sono quelle aerobiche, mentre per quella muscolare sono indicati gli esercizi con carichi di peso crescenti.
Come anche per le altre discipline sportive, inizia in modo graduale senza strafare. Altrimenti rischi di farti male.
Se non sei particolarmente allenato puoi iniziare con un allenamento di mezz’ora tre volte alla settimana incrementando poco alla volta.
E non dimenticare di dedicare sempre il giusto spazio al riscaldamento e allo stretching!
 

Bambini e sedentarietà: un binomio che non ci piace!

Sempre più bambini vivono una vita sedentaria. Tra televisione, videogiochi, tecnologia di ogni tipo.
Ma la natura del bambino – e, più in generale, quella dell’essere umano – è quella di muoversi! Il più possibile.

Qualche giorno fa sulla pagina Facebook del nostro centro di Sesto Fiorentino abbiamo pubblicato un post che diceva “lasciamo correre i bambini” proprio per sensibilizzare sul tema della sedentarietà infantile.

Perché è così importante che i bambini tornino a muoversi?

Un bambino che si muove diventerà un adulto sano. Studi medici confermano che l’aumento dei casi di obesità nascono proprio nell’infanzia, con bambini che sempre più spesso sono in forte sovrappeso.
I fattori di obesità infantile sono principalmente due:

  • alimentazione sregolata fatta troppo spesso di alimenti preconfezionati ricchi di grassi e zuccheri;
  • una scarsa attitudine al movimento.

Lo stile di vita, a scuola e a casa, influenza in modo negativo questa tendenza dei bambini ad essere sempre più sedentari.
Già durante le ore trascorse a scuola si rileva una scarsa propensione al movimento, spesso per mancanza di strutture adeguate dove trascorrere l’ora dedicata all’educazione fisica. A casa le cose non migliorano.
Moltissimi genitori hanno poco tempo a disposizione per stare insieme ai propri figli e delegano ad un intrattenimento virtuale quello che potrebbe essere del tempo speso all’aperto.
I ragazzi così, già dalla più giovane età, si trovano chiusi troppo spesso a casa a mangiare merendine davanti alla tv.

Come invertire la tendenza?

È un compito dell’intera società provare ad invertire questa tendenza preoccupante. Quasi tutte le patologie croniche che si manifestano in età adulta hanno la propria origine in un comportamento sbagliato tenuto nell’età dello sviluppo. Motivo per cui è di vitale importanza far capire ai bambini l’importanza del movimento.
Farli vivere all’aperto, magari insieme ad altri bambini, riscoprire le attività di gioco di gruppo è sicuramente un punto di partenza.
Un bambino dovrebbe muoversi almeno 2 ore ogni giorno. L’attività fisica aiuta lo sviluppo di tante altre importanti facoltà cognitive, come ad esempio quelle legate alla fantasia, alla creatività e alla disciplina sportiva.
Andrebbero indirizzati verso uno sport adatto alle singole attitudini di ciascuno, in modo da rafforzare fin da piccoli il senso dell’importanza del movimento.
A tutto questo si deve legare un’attenzione particolare per la giusta alimentazione.
Sulla tavola del bambino non dovrebbero trovare spazio cibi preconfezionati o precotti se non come eccezione alla regola. E attenzione agli snack: che siano dolci o salati il rischio è quello di un eccessivo consumo di sale o zucchero dallo scarso valore nutrizionale.

Lasciamo che i bambini tornino ad essere dei bambini e impegniamoci per dare a loro uno stile di vita di qualità!

 

Zucchero, un nemico silenzioso della nostra salute

È presente in quasi tutti gli alimenti, anche nei più insospettabili. Lo zucchero è uno dei nemici dello stile di vita occidentale e, senza voler fare allarmismo, è definito da più fronti come un vero e proprio killer.

Studi medici e scientifici dimostrano come lo zucchero abbia effetti devastanti sulla salute. Può ingenerare una dipendenza analoga a quella instaurata dagli stupefacenti e aumenta il senso di fame.
Non amiamo usare toni allarmistici, ma davanti a questo potente dolcificante non si può abbassare la guardia.

Dobbiamo ricordare che il suo consumo massivo è una novità per l’essere umano. Prima della sua introduzione in Europa, lo zucchero era una vera e propria rarità. Riservato solo di tanto in tanto alle tavole dei reali, non conosceva una diffusione capillare.
Il corpo umano moderno è sottoposto a una somministrazione smisurata, con conseguenze molto pericolose per la salute.

Zucchero, quali sono gli effetti peggiori sulla salute?

Oltre a creare un senso di dipendenza, lo zucchero è in relazione con le malattie cardiovascolari. Danneggia il cuore ed è in stretta relazione con la pressione alta.
Per la pressione, il suo consumo è più pericoloso di quello del sale.
Ha effetti dannosi paragonabili a quelli di fumo e alcol e, naturalmente, è la prima causa di diabete e obesità.
Non ha capacità sazianti ma insinua nell’organismo un maggiore senso di fame. Per questo spinge l’individuo a mangiare di più, con conseguente aumento del peso corporeo.
Altera le funzioni endocrine dell’organismo e può danneggiare le capacità cognitive e di memoria.

Attenzione ai cibi insospettabili

Per evitare un consumo smodato di zucchero non basta limitare i cucchiaini nel caffè. È presente in molti più cibi e bevande di quanti tu possa immaginare e per essere sicuri di non assumerlo in via occulta bisogna leggere attentamente le etichette.
Lo trovi in tutte le bevande gassate, come ad esempio la Coca Cola, ma anche nei succhi di frutta che spesso appaiono più innocui.
Si trova in quasi tutti i cibi industriali confezionati e spesso viene usato proprio come conservante.
Attenzione anche a quelli che possono sembrarti cibi salati: è contenuto nelle salse pronte e il suo consumo è più alto se si segue una dieta ricca di carboidrati.

Limitare lo zucchero sin da bambini per vivere meglio

Più tardi viene inserito nella dieta dei più piccoli, meglio è.
I neonati non hanno il senso del dolce e del salato, introduci questi condimenti più tardi possibile nella loro dieta. Proprio i bambini iniziano troppo presto ad assumere dosi importanti di zucchero. Merendine preconfezionate e bibite non sempre salutari possono compromettere seriamente il loro processo di sviluppo.

E i dolcificanti industriali?

Se pensi di risolvere il problema sostituendo lo zucchero con i dolcificanti industriali sei fuori strada.
Questi prodotti contengono aspartame e altre sostanze ugualmente dannose per l’organismo.
Meglio, piuttosto, puntare sui dolcificanti naturali come il miele o lo zucchero di canna grezzo integrale.

Lo zucchero è un nemico del nostro benessere. Limita il suo consumo per vivere meglio.

Come l’allenamento sportivo può aiutare il tuo sistema immunitario

Avere un sistema immunitario forte e in salute è indispensabile.
Il sistema immunitario è uno dei principali responsabili della nostra buona salute, perché protegge l’organismo da virus e batteri.

Soprattutto in inverno ci rendiamo conto di quanto sia indispensabile avere un sistema immunitario in ottima salute! Nella stagione tipica dei “malanni” come raffreddore, tosse, influenza, cercare di proteggersi è ancora più importante.

E tu, ti sei già ammalato?

Il picco influenzale si ha di solito nei mesi di gennaio e febbraio.
Spesso evitare l’influenza stagionale non è possibile, ma è importante sapere che un corpo allenato può avere un sistema immunitario rafforzato.
L’allenamento può portare nel lungo periodo un’azione molto positiva sui meccanismi di difesa del nostro corpo, andando a svolgere una vera e propria azione di potenziamento.

L’essenziale è non strafare.

Il punto di partenza è quello dell’equilibrio. Quando diciamo che un corpo allenato è più resistente non intendiamo dire che per ottenere questo risultato è necessario ricorrere ad un iper allenamento.
Come per molte altre cose, la giusta misura è sempre quella da preferire. A meno che tu non sia uno sportivo agonistico con degli obiettivi precisi da raggiungere.

Un allenamento bilanciato, svolto con continuità per 3/4 volte alla settimana porta già degli ottimi risultati.
Allenarsi in inverno o comunque con il freddo non significa non prestare attenzione agli sbalzi termici.
Uno dei principali fattori di stress per il sistema immunitario è dato dai repentini sbalzi caldo/freddo, che creano un vero e proprio cortocircuito per il nostro corpo.
Quando ti alleni, al chiuso o all’aperto, ricordati sempre di prestare un’attenzione in più all’abbigliamento. Meglio se tecnico e traspirante, termico e in grado di evitare il ristagno del sudore.

L’esercizio fisico costringe il nostro corpo a porre in essere continui aggiustamenti e adattamenti, che aiutano il rafforzamento del sistema immunitario.
L’ideale è iniziare con qualche mese di anticipo rispetto alla stagione fredda, per arrivare preparato.
Pianifica per tempo il tuo piano fitness insieme al tuo personal trainer, in modo da arrivare in inverno già adeguatamente allenato.

Da non trascurare , poi, un altro aspetto importante. Grazie all’allenamento, il corpo umano migliora la sua capacità di guarigione dei tessuti.
Questo significa che anche in caso di influenza, i tempi di recupero saranno più brevi!

Ti abbiamo dato una buona ragione per iniziare oggi ad allenarti?

Come allenarsi con la swiss ball – vantaggi e benefici

La chiamano in tanti modi. Fitball, swiss ball, palla svizzera.
La sostanza non cambia!

La swiss ball è un attrezzo fitness estremamente versatile, che può migliorare e rendere più performante il tuo allenamento.

Come scegliere la swiss ball più adatta?

Il diametro della palla cambia in ragione dell’altezza di chi la usa.
La palla migliore per te è quella che ti permette di starci seduto sopra formando un angolo retto tra cosce e gambe.

La palla svizzera permette di eseguire un ottimo allenamento posturale e muscolare, grazie alla sua caratteristica principale: la sua instabilità.
Essendo un attrezzo naturalmente instabile, perché sferico, aiuta l’utilizzo di muscoli che solitamente non sono coinvolti nel normale allenamento.
È ideale se il tuo obiettivo è quello di migliorare il tuo equilibrio, la flessibilità articolare e muscolare, la postura e la forza dei muscoli dell’addome.

Come si utilizza?

La palla svizzera può essere inserita nel tuo circuito di allenamento in base alle tue esigenze e al tuo livello di allenamento di partenza.
Chiedi sempre al tuo personal trainer per fare in modo di evitare esercizi troppo difficili, che possano portare a infortuni. Il rischio di farsi male, se non si è mai utilizzata, è alto.

La swiss ball è ideale sia per l’esecuzione di semplici esercizi posturali sia per esercizi di potenziamento muscolare, come addominali e squat.
In breve tempo potrai apprezzarne i numerosi benefici:

  • miglioramento della postura
  • riduzione dei dolori articolari della schiena
  • rafforzamento dei muscoli di braccia, gambe e addome
  • migliorato senso dell’equilibrio e della coordinazione dei movimenti.

Inoltre può essere usata come seduta stabile al posto della sedia! Ci avevi mai pensato?
Se passi la giornata seduto alla scrivania, prova a sostituire la tua sedia con una swiss ball. Stare seduto su una superficie instabile ti porterà ad avere una postura naturalmente migliore, che nel lungo periodo eviterà il reiterarsi di posture sbagliate.

Conoscevi la swiss ball come attrezzo di allenamento? La usi già? Raccontaci la tua esperienza nei commenti!

 

Come limitare i fastidi della menopausa con l’allenamento

La menopausa è uno dei momenti più delicati della vita di ogni donna.
Nonostante non rappresenti una malattia, ma una fase fisiologica che fa parte del percorso di vita, la menopausa porta numerosi disturbi.
Questi sono legati a nuovi e più bassi livelli ormonali, soprattutto per quel che riguarda gli estrogeni. È il momento che segna la fine del periodo fertile femminile, in un corpo che cambia e che deve assestarsi su nuovi parametri.

I disturbi più diffusi in menopausa sono solitamente legati alle vampate di calore, con sudorazione eccessiva, aumento del rischio di soffrire di osteoporosi, tendenza ad aumentare di peso, stati di ansia e irritabilità.
Poiché si tratta di una fase di passaggio obbligata non c’è modo di evitarla, ma si può agire per limitare i problemi ad essa collegati.
Ovviamente ogni storia è un caso diverso e non è detto che tutte le donne soffrano indistintamente di questi disturbi.
Si tratta dei problemi maggiormente diffusi, ma può succedere che per alcune non si verifichino tutti o nello stesso momento.

Come tenere sotto controllo la menopausa

La strategia da adottare è quella di una sinergia a 360 gradi.
Parte dall’alimentazione e dall’integrazione alimentare, con una dieta bilanciata ricca di vitamina D e calcio. Continua con uno stile di vita in movimento.
Studi medici e clinici dimostrano infatti che lo sport ha un’influenza positiva sui disturbi legati alla menopausa.
In un momento così delicato, il consiglio è quello di definire un percorso ad hoc con un personal trainer. L’intensità degli esercizi e la frequenza dipenderanno dal livello di allenamento e dall’età.

Menopausa e allenamento

In menopausa si deve scegliere una routine di allenamento in grado di contrastare principalmente osteoporosi e aumento di peso.
Tutte le attività di tipo aerobico sono capaci di migliorare la resistenza cardio-respiratoria e sono adatte in un percorso di mantenimento del peso forma.
Ma non bisogna dimenticare l’importanza delle attività pensate per incrementare la forza muscolare ed incentivare il metabolismo osseo.
In questo senso sì ad allenamenti con piccoli carichi, secondo le istruzioni del tuo trainer di riferimento. Questo tipo di allenamento aiuta la rigenerazione ossea, fortificando la struttura scheletrica.

In menopausa, come anche negli altri momenti della tua vita, non rinunciare al movimento! Per stare meglio e vivere in salute.

 

Predisposizione fisica: quanto conta nel raggiungimento degli obiettivi

Certe volte è solo una questione di predisposizione fisica!

In che senso? Te lo spieghiamo subito.

Ti è mai capitato di pensare di iscriverti in palestra per assomigliare ad un attore famoso o ad uno sportivo?
Sempre più frequentemente capita di incontrare in palestra persone che si allenano nella speranza di ottenere sul proprio corpo lo stesso risultato di un persona diversa.
Che sia l’amico o un personaggio famoso.

Ma allenarsi così è davvero utile per il raggiungimento dei propri obiettivi?

Prima di affrontare un percorso fitness non dobbiamo mai dimenticare quanto conti anche la predisposizione fisica di partenza.
In questo senso, un buon personal trainer saprà sicuramente indirizzarti e aiutarti a capire cosa fa al caso tuo e cosa, invece, non è alla tua portata.

Non devi mortificarti, non si tratta di una questione personale!
Nello sport conta molto la “dotazione di base” che il nostro corpo può vantare. È proprio per questo che, anche nell’agonismo, non tutti gli sportivi sono adatti in tutte le discipline.

Quando affronti un percorso dedicato al miglioramento della tua forma fisica ricordati sempre di prefissarti degli obiettivi realistici e raggiungibili.
Cercare di diventare una persona che non potrai mai essere ti porterà solamente ad avere un grande senso di frustrazione. Perché non c’è niente di peggio che allenarsi senza raggiungere risultati.
Lavorare sul proprio benessere è una cosa seria e non può essere fatto tenendo a mente modelli irraggiungibili.
Lo sportivo che ammiri ha una carriera da agonista che lo porta ad allenarsi 8/9 ore al giorno: come pensi di riuscire ad ottenere gli stessi risultati con 3 ore la settimana?
L’attrice del cinema cui ti ispiri forse ha fatto anche degli interventi di chirurgia estetica, ci hai pensato?

Concorda con il tuo personal trainer un percorso adatto alle tue esigenze e capace di valorizzarti. In questo modo otterrai velocemente buoni risultati e sarai stimolato a fare sempre meglio.

Correre o camminare, questo è il dilemma!

Meglio correre o meglio camminare? Quante volte ti se fatto questa domanda?

Due attività che sembrano simili anzi, che sembrano una l’evoluzione dell’altra, in verità si basano su principi diversi. E portano a risultati e benefici diversi per l’organismo!
A prima vista potrebbe sembrare che la corsa altro non sia che un miglioramento della capacità di camminare per un lungo tratto e a passo sostenuto. In realtà queste due attività fisiche non sono necessariamente collegate e possono essere praticate come discipline diverse.

La prima constatazione importante da fare è che l’essere umano ha una struttura fisica più adatta alla camminata che non alla corsa. La postura eretta – e non a quattro zampe – è infatti più funzionale per camminare.
Siamo dunque dei camminatori e non dei corridori, nonostante nell’immaginario comune la corsa sia vista come maggiormente salutare e utile agli obiettivi di dimagrimento.
La realtà dei fatti e gli studi condotti sulle differenze di queste due discipline ci portano, però, risultanze diverse.
Vediamo le più significative.

Camminare, un’attività migliore per le articolazioni.

Il primo dato di fatto importantissimo per preservare la salute delle articolazioni inferiori è avere la consapevolezza che per correre bene è necessaria la tecnica.
Non ci si improvvisa corridori e ti sconsigliamo vivamente di farlo, se non vuoi rovinarti prima del tempo caviglie e ginocchia.
La corsa è un’attività che richiede uno studio attento di tutte le fasi di movimento del piede. Bisogna prestare molta attenzione a come si posa il piede in fase di appoggio, a come si distribuisce il peso corporeo.
Per correre in modo giusto è importante prestare attenzione anche al terreno su cui si corre e alle calzature che si indossano.
Come si può vedere, la corsa è un’attività molto meno amatoriale di quello che si possa pensare!

La camminata veloce, da questo punto di vista, presenta minori rischi per le articolazioni delle gambe. È dunque un’attività più semplice da iniziare per tutti, perché non richiede precauzioni particolari per piedi, caviglie, ginocchia e schiena.

Camminare per prevenire le malattie cardiovascolari.

Studi medici confermano anche un altro dato importante: la camminata è migliore della corsa nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, come l’infarto.
Perché se è vero che l’allenamento e l’attività fisica sono utili strumenti di prevenzione di queste patologie, è altrettanto vero che non tutte le attività sportive sono uguali in questo senso.

Cellulite, dimagrimento, mantenimento del peso forma.

Se il tuo obiettivo è quello di ridurre gli inestetismi della cellulite, perdere peso o mantenere un risultato di peso forma, la camminata è sicuramente quello che fa per te.
Sei stupito?
Spesso si ritiene – a torto – che la corsa sia lo sport migliore per questi traguardi, ma non è così.
Il motivo è semplice: la camminata permette di mantenere un’andatura costante per un periodo più lungo di tempo. Consente dunque di percorrere tratti più lunghi di strada, ad un’andatura continuata, senza interruzioni. E questo comporta un maggiore consumo di calorie.
Anche sulla riduzione degli inestetismi della cellulite e della ritenzione idrica i risultati sono migliori. La cellulite ha molto spesso origine nella postura sbagliata tenuta con le gambe durante la giornata. Camminare, molto più che correre, aiuta la circolazione sanguigna e favorisce il drenaggio dei liquidi linfatici ristagnanti.